lunedì 1 settembre 2014

Caro Saviano, siamo tutti "fratelli" senza padri nè madri?

Questa è la foto  utilizzata senza il permesso
 di Oliviero Toscani,
autore della stessa, per
propaganda politica.






















E' polemica sui media. A cominciare dalla "rivolta" di Oliviero Toscani che si è visto affibbiare su una foto da lui scattata un messaggio diametralmente opposto a quanto da lui propagandato: ossia che un bambino è il frutto della volontà di due esseri umani di fabbricarlo, che siano due uomini o due donne o un uomo e una donna, non ha importanza. Stesso piglio risentito dalla penna di Roberto Saviano che così su Facebook commenta la notizia "Quando venne introdotta la pillola anticoncezionale, una parte di mondo tuonò che non si sarebbero fatti più figli e che tutto sarebbe finito in una sorta d'estinzione. Quando arrivò la legge sull’aborto, fu ribadita la medesima fobia. Il divorzio, invece, per molti avrebbe distrutto ogni famiglia esistente. Come se figli e famiglia fossero possibili solo laddove scelti dal caso e regolamentati (o costretti) dalla legge e non decisi dalla volontà. Ora la stessa reazionaria miopia si scaglia contro le famiglie gay e le adozioni. Il Tribunale per i Minorenni di Roma ha sentenziato che una bimba di 5 anni, che vive insieme a una coppia di donne regolarmente sposate all'estero e conviventi da circa 10 anni, potrà essere adottata dalla compagna della madre biologica. È il primo caso italiano di «stepchild adoption», ovvero l’adozione del figlio naturale o legittimo del partner, se non esiste un altro genitore che lo abbia riconosciuto.
I tribunali sostituiscono ormai la lentezza politica e l’inadeguatezza dei legislatori. Nuove ipotesi d’amore familiare non possono essere frenate da bigottismo e paura. Preferire che bambini non abbiano una famiglia, perché l’unica legittima sarebbe una famiglia tradizionale, è una barbarie. Considerare solo la famiglia “tradizionale” come “naturale” è una barbarie. Infelicità e contraddizioni possono accadere, e di fatto accadono, anche in famiglie tradizionali. La famiglia gay non è migliore, è un’altra declinazione possibile dell’amore e della famiglia.Esiste uno studio fatto in Australia, il più importante realizzato sino ad orahttp://www.ilpost.it/2014/07/08/figli-coppie-omosessuali-studio-australia/ che mostra come i figli e le figlie di genitori dello stesso sesso abbiano salute e benessere maggiori rispetto alla media dei loro coetanei. Va tenuto conto che lo studio si basa sull’osservazione di 500 bambini/ragazzi tra zero e diciassette anni e l’indagine si è focalizzata sulle coppie dello stesso sesso inserite in un preciso contesto sociale, culturale ed economico.
Mi sembra un buon inizio, per sperare in nuove forme d’amore e nuove declinazioni del concetto di famiglia. Rispetto chi non vuole abortire, rispetto chi non sceglierebbe l’eutanasia, rispetto chi crede nella famiglia tradizionale, che le loro scelte, però, non impediscano ad altri di poter accedere invece a un diritto."

Caro Roberto,
il punto non è la possibile "sorta d'estinzione" o la "distruzione della famiglia", che sono punti che preoccupano solo chi è orientato ad una politica " di massa", politiche che sono orientate al materialismo del controllo e alla filosofia del super-uomo . Secondo il mio punto di vista il punto è ledere un diritto fondamentale naturale di un bambino ad avere una mamma ed un papà. Rubare al bambino, sottraendogli il diritto di avere una mamma ed un papà è secondo me un crimine. Il ruolo della mamma e del papà sono insostituibili e sono interscambiabili solo da un punto di vista materiale. Lo sa bene chi ha dovuto fare i conti con l'assenza di uno dei due, la cui assenza si amplifica quando non può nemmeno essere riempita da un ricordo. E questo è un dato di fatto. Privare a priori un essere umano della presenza di entrambi i genitori mi sembra davvero crudele ed arbitrario, mi sembra più una risposta ad un proprio bisogno di essere genitori che alla risposta vocazionale di essere genitori che accolgono e non fabbricano un bambino. E' evidente che un bambino possa crescere in una comunità di persone anche senza le due figure genitoriali. La domanda è : perchè voler snaturare il ruolo unico ed irripetibile di mamma e papà quando ognuno di noi nel profondo sa benissimo che la loro presenza, come la loro assenza incide profondamente nel cammino della nostra personalità?Paradossalmente, e parlo per esperienza diretta, quando un padre ed una madre sono assenti nella vita di un figlio ne è cmq presente la loro idea, un pensiero che li evoca, una presenza invisibile e intangibile ma che è davvero difficile sostituire. Una nostalgia che crea un vuoto talvolta incolmabile. Rinunciare deliberatamente per conto di un altro essere umano a questa unicità ed irripetibilità , oltre che dannoso per il figlio che si accoglie è svilente per se stessi, perchè negare le differenze vuol dire negare la propria unicità. Ah, e cmq, quando due persone fanno l'amore o si uniscono sessualmente non è un caso se da questa unione nasca un bambino e nemmeno basta la volontà, quanti casi di coppie sterili contro volontà possiamo purtroppo annoverare. L'Amore non basta e non credo sia l'amore che sia messo in discussione, quanto invece proprio la mancanza. Qui non si tratta d'amore, anche perchè lo Stato come le leggi non regolamentano le questioni d'amore, ma regolano l'applicazione delle leggi nella tutela del più debole, o così dovrebbe essere, e non mi sovviene in mente nessun altro essere umano, che ancora non ha voce, più debole di un bambino. Perdonami, ma la tua analisi è stata un pò superficiale.
p.s.Tra l'altro le "nuove forme d'amore" e le "nuove declinazioni" del concetto di famiglia non dovrebbero prevedere nel loro vocabolario la parola "mortificazione involontaria". Che in una famiglia si facciano delle volontarie rinunce per il bene della famiglia stessa è una cosa, si pensi ai genitori che rinunciano alla palestra per sè per mandare i figli ad una gita, ma far rinunciare a qualcuno qualcosa senza dargli scelta è un'altra. E' un pò come perpetuare la violenza fatta per anni da quella mentalità fascista che voleva la donna semplice parca del focolare domestico dietro la cui filosofia si celava l'assioma " donna schiava zitta e chiava" ( mi si perdoni la volgarità). Una donna a cui veniva magari chiesto, o meglio imposto, il ruolo di mamma e moglie tout court, in cui venivamo mortificati i talenti in visione di una famiglia tradizionalista, in virtù della realizzazione di ciascun componente ( eccetto la donna ovviamente, a meno che non avesse scelto volontariamente il ruolo di moglie e mamma). E le donne hanno combattuto per anni per far riconoscere loro dei diritti inalienabili. Gli stessi diritti che vengono lesi al bambino sottraendogli una delle due figure genitoriali a priori. Il sacrificio in una famiglia deve essere scelto, volontario e non imposto. Al bambino si chiede di sacrificare uno dei due genitori per una loro personale inclinazione che naturalmente non li porterebbe a generare figli. Questa è violenza. Nelle nuove declinazioni della famiglia il concetto di violenza, qualsiasi essa sia, fisica o psicologica, dovrebbe essere abolito, questo non significa però abolire dal principio uno dei due genitori sostituendolo con un ideale, con un credo, con qualsiasi cosa si creda sia in grado di farlo, perchè è una partita persa in partenza per tutti, perchè si sa, quando perde uno in famiglia, perdono tutti. In una vera famiglia.

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