Proviamo a delineare un identikit con le caratteristiche più comuni delle vittime scelte dai bulli e a cercare di capire quali possono essere i modi per fronteggiare questo oneroso problema.
Identikit della vittima
Si differenziano in qualcosa dagli altri
compagni/amici/gruppo di coetanei : nel modo di vestire, nel modo di pettinarsi,
hanno un handicap fisico o mentale, sono in sovrappeso o sono sottopeso,
sembrano essere più fragili e deboli, sono più piccoli, fanno parte di una
minoranza, hanno brutti voti a scuola, non socializzano facilmente, non sono
inseriti in nessun gruppo di amici, di studio, non sanno difendersi dalle aggressioni
fisiche e /o verbali. Appaiono indifesi.
Primi segni di disagio
Manifestano
reticenza nel tornare a scuola, inventano scuse per non andarci, preferiscono
essere accompagnati e venuti a prendere da un adulto, manifestano tensione,
stress, tristezza dopo la scuola, quando si chiede loro qualcosa sulla scuola
sembrano infastiditi e reticenti nel raccontare il vissuto scolastico,
dichiarano di non avere amici, manifestano insofferenza verso la scuola,
presentano segni fisici come graffi o lividi sul corpo, sono nervosi, non
riescono a trovare attività in cui rilassarsi con spensieratezza.
Il ruolo dei genitori
Il primo assoluto
accorgimento che i genitori possono mettere in atto nei confronti dei loro
figli è l’ascolto attivo. Non appena scorgono un comportamento diverso,
inusuale nei loro figli, è bene
attivarsi per scoprirne la causa. A volte un comportamento “strano”può essere
solo un momento passeggero, a volte invece, un campanellino d’allarme per un
problema più grave. Qualora la causa degli atteggiamenti sopradescritti dei
figli risalgano ad un sospetto di vessazione da parte di altri coetanei nei
confronti dei nostri figli è bene procedere “dietro le quinte”. Infondere
coraggio a nostro figlio, fargli comprendere che può cavarsela da solo,
suggerirgli alcune strategie di difesa, fargli comprendere che qualsiasi cosa
accada ci sarete voi alle sue spalle ,anche se non presenti fisicamente nel
momento in cui si verificano situazioni di bullismo. Simulare a casa delle
situazioni potrebbe aiutare il bambino a sentirsi più forte ed a mettere in
atto strategie di difesa ( ad esempio: se lui-il bullo- ti dice questo, "noi" come rispondiamo?cosa facciamo? Facciamo finta che....tu cosa fai? Proviamo a farlo assieme?). Aiutare il bambino a ignorare il bullo, innanzitutto
dentro se stesso, è il primo passo verso una forma di difesa personale. Andare
insieme a scuola e scoprire altre vie di uscita per evitare il bullo oppure
favorire l’integrazione in classe del vostro bambino con merende pomeridiane a casa vostra,
gruppi di studio, festicciole, incentivare vostro figlio a frequentare i compagni di classe in occasioni di socializzazionein modo che il bambino si senta
protetto anche da un gruppo di suoi pari. Lavorare quindi sull’acquisizione di
fiducia in se stesso da parte del bambino è fondamentale, prima ancora di
denunciare alla scuola gli avvenimenti, prima ancora di rivolgersi a
specialisti nel settore. Rafforzare l’autostima dei nostri figli rassicurandoli
che noi ci saremo sempre e comunque e che lui è perfettamente in grado di cavarsela da solo è un buon proposito per permettere ai
nostri bambini di fronteggiare le difficoltà delle relazioni con gli altri,
adesso come in età adulta.
