Le parole hanno un potere immenso su di noi, sulle nostre emozioni e sui nostri comportamenti. Le parole sono generate da pensieri e generano, a loro volta, pensieri che influenzano e guidano le nostre azioni.Scegliere bene e con cura le parole da utilizzare, soprattutto se vengono usate con veèmenza durante una discussione accesa o un litigio, è molto utile per spogliare il confronto da tutto ciò che è superfluo e per mirare dritti al cuore della discussione. Tra adulti, tra marito e moglie, tra amici, tra genitori e figli, durante una discussione, si commettono numerosi errori che spesso fanno dimenticare l'origine vera del confronto e non fanno altro che mettere altre carne al fuoco. Ecco di seguito un elenco in cui è possibile individuare le trappole in cui un litigio da costruttivo può degenerare in distruttivo.
1) Non usare il "TU sei" come accusatorio. Ad esempio se nostro figlio passa ore ed ore davanti alla televisione, nel momento di correggerlo è deleterio dirgli "TU sei un pigro debosciato" oppure "TU sei un nullafacente". In questo modo non si fa altro che irritare l'interlocutore istigandolo ad un atteggiamento di difesa piuttosto che di ascolto. Dirgli " Questo atteggiamento che stai assumendo non è positivo, perchè non cerchiamo di rivedere la situazione assieme?" sposta l'attenzione dal "TU" accusatorio all'"ATTEGGIAMENTO" sbagliato che invece può essere corretto con la buona volontà.In questo modo si diventa complici nel combattere una "cosa esterna" all'essenza delle persone coinvolte, che non sentendosi in difetto, presteranno maggiore attenzione alla critica.
2) Non umiliare, denigrare o accusare l'interlocutore in presenza di altri a meno che non sia strettamente necessario(in caso di serio e vero pericolo per la propria incolumità). Dire frasi del tipo "Sei la solita" "Non capisci nulla" e mentre lo si dice cercare l'approvazione di terzi è un modo per innalzare un muro per una corretta comunicazione e un civile confronto. Se proprio scatta la miccia del litigio in presenza di altri e se ne vale davvero la pena, sarebbe bene aspettare di essere vis à vis per chiarire e litigare costruttivamente e per evitare che il litigio si svuoti della sua valenza come confronto e diventi uno spettacolo sterile in cui vince chi riceve maggiori "applausi".
3) Evitare di pronunciare frasi con "SEMPRE" e "MAI" perchè il sempre ed il mai precludono ogni possibilità di venirsi incontro, è una sentenza emessa, una condanna senza diritto di replica.In queste due parole sono implicati il passato ed il futuro.Con il sempre è come se si veicolasse il messaggio che gli errori commessi in passato si ripetono inesorabilmente e con il mai si tagliano le gambe a qualsiasi possibilità di rimedio, cambiamento, possibilità futura.
Poichè spesso durante il litigio si è accecati letteralmente dalle emozioni che ne conseguono o che ne sono all'origine, è bene soffermarsi a riflettere su queste trappole in momenti di totale calma, abituando così il cervello e la nostra volontà a prendere in considerazione il valore delle parole che spesso pronunciamo senza davvero soppesare e che invece potrebbero assumere un valore straordinariamente potente per chi le ascolta. Esercitarsi quotidianamente ad usare con discernimento le parole può essere una buona abitudine da prendere per affrontare qualsiasi tipo di confronto, un modo per non "inquinare" la comunicazione e un modo per fare in modo che le parole siano quanto più vicine a quello che vogliamo davvero esprimere.
Perchè dopo aver percorso le strade impervie della realtà, conoscendo a fondo te stesso, puoi sprofondare nel più bello dei sogni facendolo diventare la tua meravigliosa realtà! Copyright © docF.G.
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martedì 16 settembre 2014
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