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venerdì 13 maggio 2016

La collana da favola...Riccioli d'oro e i tre orsi!

Mi è stato chiesto di creare una Collana da Favola  sulla favola di Riccioli d'oro ed i tre orsetti...ecco cosa ne è venuto fuori! 

Perla arancione(da questa perla comincia la storia…)
C’erano una volta tre orsi: Uno era Grandissimo (Orso di Bronzo). Uno era Grande (orso trasparente) ed uno era minuscolo (orso argentato).
Una mattina, come di consueto, ognuno dei tre orsi faceva colazione
(teiera e charm tazza di caffè) nella propria ciotola.
Ma poiché il latte era molto caldo, nell’attesa che si raffreddasse, i tre Orsi andarono a fare una passeggiata nel bosco.



Mentre camminavano nel bosco (charm foglia, gufetti su ramo), alla loro casa (charm rettangolare con scritta family) una bambina (charm bimba con i codini) che si chiamava Riccioli d’Oro (charm tondo dorato)non vedendo nessuno nella casa, fece scorrere il catenaccio ed entrò.
Vide allora la colazione pronta sul tavolo. (teiera, tre cucchiai e tre forchettine)
Prima assaggiò il latte dell’Orso Grandissimo (perla bianca grande) ma era troppo caldo.
Poi assaggiò il latte dell’Orso Grande (perla media) ma anche questo era troppo caldo.
Si avvicinò poi alla ciotola dell’Orso Minuscolo ( perla bianca piccola) e qui trovò che il latte
non era nè caldo nè freddo ma era al punto giusto, così lo bevve tutto.Poi Riccioli d’Oro entrò in una cameretta e vide dei giocattoli (cavallino a dondolo, aereoplanino e dado) con cui giocò un pochino, poi, stanca, vide tre letti ( tre perle bianche)
Prima cercò di riposarsi sul letto dell’Orso Grandissimo, ma era troppo grande poi provò il letto dell’Orso Grande, ma era troppo soffice: il letto dell’Orso Minuscolo, invece, era quello giusto. Riccioli d’Oro vi si sdraiò e si addormentò..
I tre Orsacchiotti camminavano già da qualche tempo nel bosco quando, pensando che il latte (perla bianca grande)si fosse raffreddato abbastanza, tornarono a casa per berlo. (charm orsetto).


 Riccioli d’Oro sentendo i passi degli orsi si svegliò e scappò via non appena gli orsi si accorsero della sua presenza… Non si sa se Riccioli d’Oro trovò subito la strada per tornare a casa e se divenne meno birichina. I tre Orsi, però, non l’hanno più rivista.Perla nera (fine della storia)







mercoledì 11 marzo 2015

Le massime filosofiche nel quotidiano.

Quando i miei allievi mi chiedevano : "A cosa serve la filosofia?" con intenzioni tendenziose volte a svilirne l'utilità nella vita pratica, ho sempre risposto che la filosofia è il modo con cui vediamo le cose e ci approcciamo ad esse. Il pensiero dei filosofi, le loro altisonanti teorie e i paroloni al limite del comprensibile, come d'incanto, possono ritornarci alla mente anche nella semplice vita quotidiana  e nelle attività più semplici che contribuiscono a dare elasticità al nostro cervello...
Così nelle lunghe notti a vegliare i miei bimbi febbricitanti molte sono state le attività che si sono susseguite per tenermi sveglia...una tra tutte riordinare la loro cameretta...il tutto al buio per non svegliarli...e tra un mattoncino lego che si infilzava nel piede e una ruota di una macchinina che se non avessi visto in tempo mi avrebbe condotta direttamente in una macchina più grande con sirena ,chiamata ambulanza, ecco che mi sovviene una massima:

« Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. »
(Antoine-Laurent Lavoisier)
proprio nel momento topico in cui il sacchetto della spazzatura mi sembrava essere l'unica soluzione al disordine imperante.

E così con un pò di fantasia e con i lego che i bimbi non usano più se non come lancia-fiamme vicendevolmente lanciati ho creato degli orecchini e questo è il risultato. 

Un pò di Attack qualche gancio di orecchino dismesso e come diceva Walt: se puoi sognarlo puoi farlo e così anche i miei incubi più profondi relativi al caos della stanzetta dei miei bimbi hanno acquistato un senso ...come dire!?...."filosofico"!!!...

giovedì 23 ottobre 2014

Un caffè con...la Casa di U'

Napoli è una città la cui immagine, sotto la lente dei riflettori mediatici è focalizzata, amplificata  e diffusa spesso attraverso una luce non sempre gradevole e rassicurante. I fatti di cronaca dipingono quella Napoli che è ben lungi dalla calamita culturale, paesaggistica e artistica che invece rappresenta da millenni. Eppure, per fortuna direi, esiste un’altra Napoli, una città ricca di entusiasmo, fantasia, carica di iniziative originali e utili sia al singolo cittadino che alla comunità intera fino ad espandere i suoi benefici oltre i confini del mare e dell’imponente Vesuvio.
Nel quartiere collinare del Vomero nasce un locale che rende Napoli un ponte tra le culture del mondo, un collegamento, un abbraccio virtuale, caldo ed accogliente, in grado di  stabilire modi di comunicare, di intrattenere, di incontrarsi attraverso l’ausilio di antropologi, educatori, viaggiatori, filosofi, scrittori, giornalisti, esperti di marketing e comunicazione, case editrici che promuovono una cultura della conoscenza, dell’inclusione, dello scambio e dell’integrazione: Casa di U’!
Oggi incontro virtualmente gli organizzatori di questo innovativo progetto nella persona di Antonella Veltri che si occupa dell'accoglienza clienti e che risponde a qualche domanda.
1) Quale filosofia anima le attività proposte dalla Casa di U’?
R: Casa di U’ vuole essere un locale di intrattenimento a sfondo culturale serio, ma non serioso, rivolto a tipologie di persone diverse in base alla fascia oraria.

Insomma chi ha detto che non si possa unire l’utile al dilettevole? Chi di noi non pensa “mi piacerebbe fare qualcosa di diverso” e ogni volta deve cercare singole iniziative in luoghi diversi. Noi cerchiamo di riunirle a Casa di U’.
In molte
attività proponiamo il tema delle culture straniere, una specie di viaggio virtuale, un pretesto per viaggiare con la fantasia, come avviene nelle feste per i bambini dove offriamo ai genitori la possibilità di scegliere la festa a tema Svezia con lo spettacolo di Pippicalzelunghe o Inghillterra con Re Artù e così via.
2) Tra le innumerevoli ed interessanti iniziative proposte mi ha particolarmente incuriosito lo “psicoaperitivo”, di cosa si tratta?
R: Si tratta di momenti di socializzazione combinati alla logica degli incontri motivazionali. Ogni volta si affrontano argomenti di interesse comune. Un modo serio, ma appunto non serioso, per interagire con veri professionisti del settore, ma anche un modo per fare amicizia, trascorrere il tempo in modo diverso, mai banale.
3)Quali sono le tipologie di utenti a cui sono rivolte le iniziative della Casa di U’?
R: Inizialmente il pubblico erano i bambini. Oggi sono state sviluppate attività in modo da individuare diversi targets:
. le scuole elementari e materne, che portano in gita i bambini per attività ricreative a tema socio-culturale-giocoso e ricreativo.
. i bambini,  con laboratori di vario tipo e feste private.
. gli adulti, con aperitivi a sfondo culturale come lo psicoaperitivo, l’aperiwine

(degustazioni di vino con sommelier), l’aperivarte
 (aperitivo con esposizioni, guida del curatore, ecc ), le serate musicali a tema nazione e anche qui le feste private che possono essere scelte con il pacchetto base o con la riproposizione di uno di questi servizi di
intrattenimento offerti, ma in veste privata.
4) Fino ad ora quali riscontri ha avuto la Casa di U’ e come sono recepite le proposte avviate?
Abbiamo cambiato approccio solo da settembre. Ci sono tante cose che vorremmo fare e sviluppare, ovviamente ci vuole del tempo. L’interesse da parte del pubblico è decisamente buono.



Ringrazio gli organizzatori ed ideatori della “Casa di U’” ed in particolare ringrazio il modo entusiasmante e originale con cui l’idea viene portata avanti, testimonianza che “se puoi sognarlo, puoi farlo!”