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giovedì 7 settembre 2017

I racconti di Potolina ....Du iu spik inglisch?????!!!!



dal blog di Potolina:
Al parchetto: l'italianissimo papà dell'italianissima Sophia dopo aver tessuto per mezz'ora le lodi della figlia treenne ed i prodigi straordinari della stessa ad un certo punto come posseduto da uno spirito demoniaco inizia a parlare inglese. E va bene che l'effetto del freddo era evidente, visto anche il mio finto sorriso stampato dovuto a paresi facciale da gelo, ma così gelare i neuroni fino a farli impazzire, non mi era mai capitato di vedere. "Sa, Sophia ha la tata inglese così parla due lingue e sarà avvantaggiata nel suo futuro..." e ricomincia la tarantella inglese, intanto io che di inglese a stento so contare fino a tre,( veramente anche in italiano con i numeri faccio fatica), annuisco ridendo con l'aiuto della paresi da gelo e faccio finta di capire quello che papà e bimba si dicono...ad un certo punto rivolgendomi al mio patatino faccio" iamm bell' , turnamm a ' cas' che fa fridd" ....poi rivolgendomi all'italianissimo papà dell'italianissima Sophia dico" Sa, mio figlio è poliglotta"....e ce ne andiamo " Bye bye, googbye, aufidersen, c'a Maronna v'accumpagn!!!...".... mi sa che dobbiamo cambiare parchetto! ;-P
p.s. nulla da criticare all'educazione "bilinguistica" dei bimbi, purchè non si dimentichi l'educazione del buon senso e del sapere stare al mondo...

venerdì 13 maggio 2016

Un caffè con...Alena Kalchanka !

Oggi ho il piacere di sorseggiare un caffè virtuale con una grande artista. Una donna che attraverso la sua arte esalta tutte le sfumature che avvolgono una mamma in attesa, che evidenzia e sottolinea la gioia dell’essere mamma raccontando attraverso i suoi dipinti le emozioni innumerevoli, a volte contrastanti, ma sempre cariche di immensa energia che solo una mamma è in grado di provare. Lei è Alena Kalchanka! 

Alena, come nasce l’idea di dipingere quadri che hanno come tema la maternità e quale è stata la sua fonte di ispirazione?
Alena:“Grazie! Diventare un’artista era un sogno da piccolina, ma crescendo non ho fatto niente per approfondire e crescere in arte. Ma nella vita ti succedano le cose che ti cambiano così nel 2013 sono rimasta incinta di Sasha e Bianca , così ho sentito forte bisogno di dipingere, dipingere quello che sentivo da mamma, dipingere le creature che mi ha mandato Dio. La gioia era immensa e cosi il mio primo quadro con maternità ho fatto per noi. Poi ho capito che è una tema dove riesco a esprimermi e soprattutto a mandare qualche messaggino a chi guarda. Qualcuno ha detto che la bellezza salva il mondo, ecco io ci provo nel mio piccolino a smuovere la bellezza interiore dentro di noi”


I colori dei suoi dipinti, così brillanti, accesi, intensi comunicano una grande energia vitale ed al contempo riescono a delineare con delicatezza  un sentimento così unico e speciale, quale appunto quello materno. Come riesce a conciliare così bene le due cose, ossia di quale tecnica artistica si avvale per poter creare tale armonia tra elementi contrastanti?
Alena:“Qui sorrido perche è una domanda che mi hanno fatto in tanti ossia che tecnica uso. La risposta è che non lo so, perchè non ho studiato mai arte e da autodidatta mi improvviso. Di solito comincio con i personaggi e poi guardando loro è come se loro stessi mi dicono cosa vogliono intorno. Poi credo che fa tanto anche stato d’animo che uno ha quando fa qualcosa e io amo davvero tanto quel che faccio ; spesso mentre dipingo mi accorgo che sorrido, come anche mi è capitato ad emozionarmi cosi tanto da farne uscire qualche lacrima “

La sua arte è diventata a portata di …braccio…ossia molti dei suoi quadri sono diventate riproduzioni da portare al collo come collane o al braccio, come bracciali. Come è nata questa idea di trasformare i suoi dipinti in deliziosi bijoux?
Alena: Mi chiedevano sempre di avere un quadro in più persone e spesso questo quadro non era più disponibile , tante persone lo usavano anche come immagine del profilo o copertina che mi fa anche piacere. Ho cercato di trovare anche il modo di far avere queste immagini a chi mi chiedeva dal vivo. Ho fatto tanto anche in  passato perchè creavo la bigiotteria di fimo e a volte realizzavo ciondoli con le foto dei personaggi famosi, spesso dipinti famosi, così ho applicato con la riproduzioni dei miei quadri.



Ringrazio tantissimo Alena che, non solo attraverso i suoi dipinti, ma anche attraverso le sue parole e la sua delicatezza, trasmette tutta quella grande e profonda sensibilità che rendono le sue opere una continua lode alla vita, un continuo ringraziamento a Dio per il dono della maternità!

Vi segnalo il suo sito facebook in cui è possibile ammirare in tempo reale le sue stupende creazioni...nella foto accanto è ritratto il braccialetto che ho voluto per me...è un vero incanto, quando mi capita di guardarlo durante la giornata, nel vortice della quotidianità, mentre sono a lavoro, ad esempio, riesce sempre a strapparmi un sorriso ed ha un effetto "calmante!"

Questo è il link alla pagina facebook di Alena clicca QUI

venerdì 15 giugno 2012

"Un caffè con...Tata Adriana!"


Rullo di tamburi, suonino le trombe, Signore e Signori preparatevi! E' con immenso piacere che ospito oggi nella mia Rubrica "Un caffè con...", la mitica Adriana Cantisani!!!! A tutti nota come Tata Adriana, grazie alla serie televisiva "SOS TATA", Tata Adriana, ossia Adriana Cantisani è molto più che un personaggio televisivo! 
Laureata in lingue con indirizzo in psicologia cognitiva per l'apprendimento linguistico, Adriana Cantisani ha sempre avuto come passione l’insegnamento e i bambini. Nata a Montevideo in Uruguay, e cresciuta in California, Adriana da oltre 20 anni vive e lavora Bologna, operando a 360° nel settore dell’educazione infantile. Inventrice di ‘English is Fun!’ metodo innovativo per insegnare l’inglese ai più piccoli che unisce gioco e apprendimento, raccontato poi nel libro edito da Rizzoli, Tata Help, Adriana ha recentemente creato l’équipe di Obiettivo Bimbo centro di formazione e consulenza rivolto a tutti coloro che hanno il bambino come obiettivo (educatori, genitori, insegnanti, famiglie). Il centro con sede a Bologna e di prossima apertura, si avvale di un team di esperti (logopedisti, psicomotricisti, nutrizionisti, psicologi) che lavorano con le famiglie adottando strategie di ‘Family Coaching’ - termine inventato e registrato proprio da Obiettivo Bimbo - ovvero strategie per migliorare il benessere fisico, socioemotivo e cognitivo di tutti i componenti delle famiglia. Oltre ad Sos Tata (FoxLife e La7), Adriana collabora inoltre come consulente per vari brand del settore bambini.



E' per questo motivo che, in vista delle imminenti vacanze estive, ho pensato di rivolgermi ad un'esperta del settore per carpire qualche segreto in merito alla gestione dei rapporti con i nonni e con i bambini in vacanza, in queste vacanze a cui tutto l'anno si pensa ma che, quando arrivano, trovano spesso i genitori con le spalle letteralmente al muro! Voglio ringraziare Adriana Cantisani per aver messo a disposizione il suo tempo, la sua professionalità e la sua simpatia per questa intervista, così come ringrazio il suo ufficio stampa per la solerzia nello scambio di mail e la disponibilità senza eguali! Grazie di cuore! 

Intervista alla Dott.ssa Adriana Cantisani

·        1) Siamo in tempo di vacanze, spesso i genitori trascorrono le vacanze con i nonni...hai qualche consiglio da dare?
Spesso capita che quando tre generazioni si riuniscono (per un pranzo, per una vacanza) il “capo famigia” diventa il nonno o la nonna (o comunque i nonni.)  Cosa si mangia, quando si mangia, a che ora si mangia, dove si mangia spesso viene deciso dai più anziani.  Noi figli –i genitori dei piccoli- ci adeguiamo alle decisioni che vengono “dall’alto.”  Passiamo le redini dell’educazione dei nostri figli ai nonni, a volte anche controvoglia, ma lo facciamo. La barretta di cioccolata di metà mattina che a casa i nostri figli non la vedrebbero mai,  insieme ai nonni  compare magicamente tutti i giorni. Ogni volta che si passa davanti all’edicola si compra un giochino al bambino. Se il piccolo vuole guardare il suo cartone preferito durante il pranzo la nonna dice “Ma in fondo, se gli piace, lasciamoglielo.” Non ci sono più orari per la nanna, ecc. ecc.
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·        Sono solo esempi, e anche sciocchi, ma sono i classici “vizi” di tutti i nonni (che comunque nascono da un eccesso di amore nei riguardi dei nostri figli..) Nonostante ci dia fastidio lo accettiamo perché fa comodo, perché ci sentiamo in obbligo, perché siamo grati che i nonni ci facciano da babysitter mentre usciamo per una cenetta romantica, per chissà quale motivo ma lo facciamo. Attenzione! Questo lasciar correre può essere una trappola pericolosa che ci può portare a covare rancore verso i nonni, oltre a rovinare la vacanza e destabilizzare la routine dei piccoli.  Esiste il pericolo di incrinare un rapporto prezioso. OK quindi a una mano dai nonni ogni tanto. OK a un consiglio. Ma i figli sono nostri e dobbiamo essere noi, i genitori -con tutti i privilegi e le responsabilità- i primi a non scordarlo, anche quando siamo in vacanza. 
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·         2) In vacanza, si sa, è sempre difficile mantenere le regole, hai qualche suggerimento per far rispettare le regole anche in vacanza? 
Le regole fondamentali per l’educazione di un bambino sono quelle che ci fanno vivere insieme in sicurezza e nel rispetto l’uno dell’altro. Non hanno né luogo né tempo. Si ubbidisce a mamma e papà. Non ci si allontana. Non si dicono le parolacce. Ci si tratta con rispetto. Si mangia tutti insieme, ecc. sono facilmente applicabili ovunque..
Le cose che effettivamente in viaggio potrebbero cambiare sono la routine quotidiana e non tanto le “regole” ma i “regolamenti” del posto. Se siamo in giro sarà difficile far fare ai bambini la nanna subito dopo pranzo o mangiare con la tv spenta (quanti alberghi o ristoranti hanno la tv nella sala da pranzo?) Se a casa ognuno dorme nel proprio letto è possibile che in vacanza si dorma tutti nel lettone o i fratelli nel divano letto o in unico letto, per esempio. Cambia la modalità (il regolamento) ma non il fatto che si faccia (la regola).  Dal momento che non possiamo portarci dietro tutti i giochi dei bambini potremmo concedere un’oretta in più di tv o l’uso di un gioco elettronico che normalmente non permetteremmo (e anche a questo diamo un limite.) Questi cambiamenti diventano effettivamente nuove regole.
·        3) Quali tipologie di mete portesti suggerire per le vacanze di chi ha figli adolescenti e ribelli? 
Tutti hanno il terrore dell’adolescenza invece credo sia il momento migliore per viaggiare con i figli! Sono grandi abbastanza per adattarsi praticamente a tutto, anzi spesso sono più bravi di noi grandi!  Apprezzano di più anche le mete culturali (certo, cinque musei al giorno ucciderebbero chiunque, non esageriamo!) Veramente va bene qualsiasi meta, però teniamo in considerazione anche posti che risultano attraenti per un adolescente e magari non per noi, ad esempio un parco di divertimenti o la visita ad uno stadio.  Bisogna anche ricordare che essendo adolescenti sono creature socievoli… spesso col sesso opposto… quindi proviamo a scegliamo un posto che abbia qualche attrattiva sociale per loro: una gelateria piena di ragazzi, un viale dove fare “le vasche”, come dicono a Bologna, un luogo di incontro anche per ragazzini. L’adolescente spesso parla tanto (nonostante la fama di essere chiuso e anti-genitore) solo che lo fa… quando vuole lui J.  Un consiglio per chi ha figli unici: non è una brutta idea invitare un amico o un cugino in vacanza con voi.
Buon divertimento!
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