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venerdì 1 settembre 2017

Un caffè con ... Steven Hutchinson di "Matrimonio a prima vista" !

Un tempo non troppo lontano ci si sposava per corrispondenza, a volte i propri genitori destinavano i loro figli ancora in fasce ad altri bimbi ancora in fasce per un futuro matrimonio e così, spesso, il destino di due cuori veniva segnato per sempre dalle scelte di altri fuorchè dai componenti del matrimonio stesso. La nostra cara Cenerentola al solo pensiero avrebbe rabbrividito, lei, che addirittura ha perso una scarpa (e si sa, per noi donne una scarpa equivale ad un diamante) pur di rivedere il suo Principe Azzurro! Eppure le favole possono anche cominciare con il matrimonio e quel “vissero felici e contenti” che ne concludono tante possono essere invece, come per magia,  l’inizio di tante altre. Così, ai tempi di oggi, è cominciata una favola mediatica, due perfetti sconosciuti che si incontrano per la prima volta il giorno del loro matrimonio. Steven Hutchinson è stato uno dei protagonisti della trasmissione “Matrimonio a prima vista”che ha riscosso maggiori consensi tra il pubblico, che si è fidato di un team di esperti psicologi per coronare il sogno d’amore, sposare, con tanto di seguito di paggetti ( le telecamere) quella che avrebbe dovuto essere la donna della sua vita. Da buon napoletano, con la semplicità e la simpatia che lo contraddistinguono, ha accettato di prendere un caffè virtuale con Walt e Socrate!



D: Steven, cosa spinge un ragazzo come te, affermato sul fronte lavorativo, socievole e con una verve napoletana inconfondibile, a partecipare ad una trasmissione quale : Matrimonio a prima vista?
R: Ho sempre visto l'esperimento come una chance. Venivo da una convivenza durata sette anni ed è stata proprio l'idea che ci fosse uno studio scientifico per trovare l'anima gemella a spingermi a partecipare.



D: Ci vuole tanto coraggio e forza per fare accettare una scelta quale è sposare una perfetta sconosciuta ai propri familiari, amici…quale è stata la tua esperienza?
R: La mia famiglia ed i miei amici mi hanno dato supporto fin dal primo giorno e sono stati sempre presenti e coinvolti a 360 gradi. Ciò che rende felice me, rende felice anche loro, ritengo di essere fortunato sotto questo aspetto.


D: Stai riscuotendo grande successo tra il pubblico, quali sono secondo te le motivazioni e cosa è cambiato nella tua vita dopo il matrimonio con Sara?

R: Non so se si può parlare di successo, ma fa piacere sapere che molte persone hanno apprezzato il mio modo di vivere e il grande impegno affinché le cose funzionassero. Ho imparato che bisogna fare tesoro di ciò che ho vissuto per poter evitare di cadere negli stessi schemi che avevo in passato quando ero alla ricerca della partner giusta.



Ringrazio tantissimo Steven per questa piacevole intervista, per la disponibilità e la solerzia con la quale ha risposto alle domande! Auguri Steven…buon proseguimento!

venerdì 13 maggio 2016

Un caffè con...Manuela di "Ho sposato un gigante" !


Manuela è sempre Manuela ed anche nella seconda serie tv appena conclusasi su La 5 non ha che confermato la sua forte carica umana e il suo contagioso ottimismo! Ecco l'intervista che ebbi l'onore di farle qualche tempo fa...


Ve la ricordate la scena del film:”L’attimo fuggente” in cui il mitico professore rivoluzionario, interpretato dall’insostituibile Robin Williams, durante una lezione in aula lascia tutti gli allievi a bocca aperta salendo sulla cattedra dicendo: “Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a veder voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva.”….? Ebbene, nel caso di Manuela potremmo dire che il mondo davvero appare diverso da quaggiù! Una moglie, mamma, ma soprattutto donna speciale che con estrema generosità ha deciso di condividere per quattro mesi la sua quotidianità con le telecamere e regalare a noi telespettatori un angolo del mondo da cui scrutarlo ed in cui il mondo stesso appare diverso e direi anche più bello, non perché catturato da qualsivoglia sofisticato obbiettivo fotografico, che tra le altre cose è un suo strumento di lavoro la cui passione condivide assieme al marito, ma perché catturato dalla prospettiva del cuore, quel cuore che il Piccolo Principe definirebbe come capace di cogliere quell’essenziale invisibile agli occhi .
I centimetri che separano Manuela dalla maggior parte delle persone che la circondano, in primis da suo marito, si sono trasformati in grandi braccia accoglienti (questa è la sensazione che si ha entrando in contatto con lei) capaci di accogliere, coinvolgere, trasmettere colore e calore tali da stringere a sé e al tempo stesso ed al momento giusto dare la spinta necessaria a chi da questo mondo si sente intimorito o sente quasi di non appartenervici.
Ma Manuela e la sua famiglia (il marito Fabio ed i due splendidi pargoletti Giorgio e Mattia) attraverso le rocambolesche, divertenti ed a volte anche drammatiche situazioni che la vita pone davanti ad ognuno di noi, ci ricorda che l’importante non è essere perfetti, bensì essere perfetti gli uni per gli altri, perché questa è la storia non solo di una donna speciale ma di una famiglia unica ed al tempo stesso comune, che ci dimostra che la felicità non è necessariamente tre metri sopra al cielo ma può essere alla portata di chiunque si prenda l’impegno con se stesso di essere davvero felice e rendere felice chi ama.
Domanda:Manuela, quali sono le motivazioni che hanno spinto te e la tua famiglia a partecipare ad un programma televisivo come protagonisti?

Risposta:Sicuramente il motivo principale è quello di trasmettere un messaggio di tipo sociale ossia che "Si può vivere una vita felice e soddisfacente anche quando ci sono delle premesse che potrebbero spaventare o far pensare il contrario".Fermo restando che siamo circondati d'amore quando ci arriva qualche critica esterna rimane per noi un mero dato informativo perchè siamo talmente attenti a lavorare su noi stessi, sulla nostra famiglia
e sulla qualità della nostra vita che quel puntino perde inevitabilmente importanza rispetto a tutto ciò che abbiamo costruito insieme.
L'aspetto più leggero è che siamo stati sempre aperti alle novità, per cui questa avventura ci sembrava un'esperienza curiosa ed interessante occupandoci lavorativamente di comunicazione, anche se  in realtà si è rivelata non solo più intensa e faticosa del previsto ma un vero e proprio ulteriore cammino di crescita personale e familiare.
Domanda:In una puntata de: “Ho sposato un gigante”, fai riferimento a tua madre, prima ballerina in uno dei teatri più famosi del mondo, il Teatro San Carlo di Napoli; come hai vissuto il passaggio adolescenziale in cui di solito una ragazza si identifica con la propria madre, avendo fatto lei stessa del suo corpo una grande espressione di libertà?
Risposta: In realtà qui c'è stato un errore di comunicazione mia madre è stata per 30 anni ballerina classica nel corpo di ballo del Teatro San Carlo, non è stata però prima ballerina, anche se in realtà non cambia nulla avendo lei dedicato la sua intera  vita alla danza classica.
Non avevo una figura con cui identificarmi, nè femminile nè maschile, non avevo idea di come sarei stata, facevo fatica a pensarmi in una dimensione femminile ed in una dimensione adulta, andavo a letto sperando il giorno dopo di svegliarmi alta alta e di poter fare finalmente un po' di shopping come si deve alla Kinsella maniera. Mentre i corpi delle mie compagne mutavano e si facevano sempre più simili a quelli delle loro madri io non riuscivo ad immaginarmi, la mia mamma mi sembrava una chimera lontana. Non ho mai vissuto il mio corpo come un ostacolo essendo figlia di due genitori dediti allo sport professionalmente, ho fatto pattinaggio artistico, ginnastica artistica, pallavolo (ovviamente ero in ricezione), nuoto ed equitazione… ho semplicemente avvertito che a volte la mia energia mentale andava oltre come se quel corpo non bastasse a farmi rincorrere tutto ciò che desideravo. In realtà con il tempo la mia vita mi ha dimostrato che i limiti più grandi ero io stessa a darmeli.


 Domanda:Manuela con l’esempio, con i fatti e non solo con le parole hai dimostrato che i pregiudizi possono essere vinti, superati ed affrontati con la forza della volontà e mettendo amore in ogni piccolo gesto quotidiano. Quanto costa essere davvero coerenti con le proprie parole?
Risposta:Non c'è conquista che non comporti allenamento, la mia palestra è stata la vita e le persone che nel bene e nel male ho incontrato ma il lavoro più grande che ho cercato sempre di fare è di essere prima di tutto onesta con me stessa. Nel momento in cui ho imparato davvero ad amarmi per tutti i miei centimetri in meno e non in più il resto è venuto da sè . Della mia vita posso dire solo una cosa: è MERAVIGLIOSA.

Un grazie grande quanto una casa a Manuela per la disponibilità, per la generosità e per aver accettato di prendere un caffè che non dimenticherò così facilmente!







giovedì 25 settembre 2014

Un caffè con...Barbara De Santi!



Barbara De Santi ha partecipato al programma televisivo “Uomini e Donne, condotto da Maria De Filippi e che va in onda nella fascia pomeridiana su Canale 5. Il programma prevede la partecipazione di uomini e donne, giustappunto, single, che hanno lo scopo di conoscersi tra loro al fine di cominciare una storia d’amore che abbia come finale auspicabile il più bello di tutte le favole, ossia: “ e vissero felici e contenti…”. Ogni puntata è caratterizzata dalla narrazione dell’evolversi delle storie e dei percorsi di conoscenza tra i concorrenti che si scelgono magari dopo aver fatto piacevolmente un ballo assieme durante la puntata. La coppia che si forma o che si sta formando non è scevra di polemiche, critiche, segnalazioni da parte del pubblico da casa e di opinioni talvolta pungenti da parte dei concorrenti stessi che mettono in discussione la bontà della storia nascente o delle intenzioni di uno dei due protagonisti o anche talvolta di entrambi. Molte storie si sono coronate con un lieto fine, altre sono in via di definizione, altre ancora sono cominciate e terminate.  Ciò che colpisce è proprio il fatto che alcuni concorrenti, scremati quelli che vi partecipano per puro narcisismo o per motivi che esulano dallo scopo del programma stesso, è proprio il coinvolgimento totale e l’esposizione mediatica delle emozioni di cui i concorrenti sono fautori e che l’elemento “telecamere” o “televisione” diviene a lungo andare solo un accessorio, passando paradossalmente in secondo piano rispetto alla realtà vissuta e raccontata. Barbara De Santi ha appassionato il pubblico di “Uomini e donne” proprio per la veridicità delle sue storie, per la generosità con cui non ha risparmiato le proprie emozioni, lacrime, rabbia, gioia, entusiasmo, tristezza, dolore in cui si è reso ben visibile il fenomeno per cui la televisione non risulta che un mezzo che può creare dei ponti invisibili di scambi empatici tra chi ne usufruisce e chi la fa; Barbara ne incarna proprio un esempio palese a tal punto da essere stata così disponibile e gentile da aver accettato di “prendere un caffè” con Walt e Socrate al di qua dello schermo…

      1) Cosa spinge una donna come lei, indipendente, affascinante e intellettualmente brillante a partecipare ad un programma televisivo?
B: "Intellettualmente brillante è uno dei complimenti più graditi che io abbia mai ricevuto nella mia vita perché penso che la bella che non balla non serva a nulla, balla chi ha ha una mente, appunto, brillante, briosa, viva. Detto ciò, rispondo alla domanda. Il mio desiderio di partecipare ad un programma televisivo nasce innanzitutto da una voglia di riscatto nei confronti di una vita passata ai margini, una vita in cui mi sono sentita meno bella, meno capace, meno considerata degli altri. Penso siano lacune e piccoli complessi derivanti, probabilmente, dal tipo di educazione avuta in famiglia. Quindi, ora, avere la possibilità di essere al centro dell'attenzione, mi fa sentire finalmente qualcuno agli occhi di chi mi ha fatto sempre sentire nessuno, come dire: hai visto che nonostante tutto, io ci sono, sono amata da una buona fetta di pubblico, sono al centro e non più ai margini? Scegliendo, poi, come programma televisivo, "Uomini e Donne", altra motivazione importante è trovare la tanto ricercata anima gemella: in effetti per me è davvero un'impresa quasi impossibile, e continuo a confidare in questa trasmissione per trovare un amore che mi stia vicino per sempre." 

2) Cara Barbara, l’immagine che lei ha descritto di se stessa, spesso dipinta dalle sue stesse parole durante la trasmissione, è stata quella di donna fragile, spesso bisognosa di conferme e rassicurazioni. Eppure, ha saputo sempre affrontare con grande grinta, talvolta facendo prevalere l’aspetto razionale, altre volte quello emozionale, le critiche, gli attacchi, le aggressioni verbali, le insinuazioni…Ecco, quali sono stati i pensieri da cui ha tratto forza per controbattere e trovare sempre le parole per fronteggiare chi in quel momento la accusava consapevole di essere davanti a delle telecamere?
B: "Nel corso di questi tre anni ho pensato spesso di mollare, di alzare le mani al cielo ed arrendermi. Ma il calore delle persone che mi trasmettevano e continuano a trasmettermi on line, per strada, al supermercato e in ogni posto in cui io vado, mi ha dato la forza di andare avanti. Finalmente ho trovato una forma di amore, quello delle persone che mi seguono, che mi appaga, mi fa sentire importante, mi fa sentire bella e io ho bisogno di queste conferme. Altro mio punto di forza è la ricerca e difesa continua della verità, della lealtà, della sincerità: io con questi elementi in tasca posso camminare orgogliosa  a testa alta, posso guardare la lucina della telecamera e essere fiera di quel che sono perché faccio e vivo nella stessa identica maniera fuori e dentro la trasmissione. Io non sono fuori programma "persona" e dentro il programma "personaggio", io sono sempre Barbara, persona vera fino a stare male. "
3) Barbara, una volta conclusasi la puntata, rivedendosi in televisione, quindi passando dal ruolo di “attore” a “spettatore”,  ha rilevato  qualche discrepanza o anche una semplice differenza tra l’immagine che lei ha di se stessa e quella che viene filtrata attraverso l’obbiettivo della telecamera?
B: "Certo, vedo un'enorme differenza. Chi è quella persona dello schermo sempre arrabbiata, sempre sulla difensiva, petulante e talvolta antipatica? No di certo Barbara che sta a casa, puntigliosa sì, ma divertente, ironica, autoironica, solare e mooolto simpatica."
4)La trasparenza con cui ha comunicato le sue emozioni ed il vissuto dei momenti condivisi nel programma ha fatto ben trapelare l’onestà intellettuale con cui esprime giudizi verso se stessa e verso gli altri, in poche parole è una persona che non sa dire bugie né a se stessa né agli altri. Il sano realismo che la contraddistingue sembrerebbe aver vinto le barriere televisive a tal punto da vestirsi di coraggio, perché ci vuole molto coraggio a diventare un personaggio pubblico mantenendo nel tempo la propria identità. Cosa è sostanzialmente cambiato nella sua vita durante e dopo la partecipazione a questo programma?

B: "Non avevo ancora letto questa domanda e vedo che inizia con una sorta di descrizione della mia persona, di delineazione delle principali e inequivocabili caratteristiche che mi appartengono, caratteristiche che, guarda caso, avevo già enunciato nelle risposte precedenti.

Fondamentalmente, nel concreto, nella vita lavorativa e non, quotidiana, non è cambiato assolutamente nulla. Ma importante è il cambiamento nel mio mondo interiore, la mia autostima, per esempio, che prima era veramente al livello di minimo sindacale, ora è invece maggiore, mi sento più sicura e mi sento, sarò ripetitiva, considerata, voluta, desiderata. "


5) Il fatto che altri ( ammiratori, compagni dell’avventura televisiva, fans) riconoscano in lei delle qualità o semplicemente esprimano simpatia verso il suo percorso televisivo, può, secondo lei, accrescere l’autostima operando significativi cambiamenti al proprio modo di essere? 

B: "Di nuovo ho anticipato contenuti della domanda successiva. Ho già detto che la mia autostima è cresciuta, sono più convinta di piacere e di essere desiderata, dai bimbi agli adulti senza distinzione di sesso. Nonostante ciò io rimango sempre una persona che "vola basso", che non si monta la testa, che sa che nella vita deve sempre impegnarsi per guadagnarsi la stima, l'amicizia, la simpatia altrui e per avere successo nelle piccole e grandi cose della vita. "


Ringrazio moltissimo Barbara De Santi per aver voluto prendere un caffè con Socrate ed uno con Walt, innanzitutto per la disponibilità, per la gentilezza e per l’accuratezza con cui ha risposto alle domande, e poi per aver fatto luce su aspetti e dinamiche psicologiche ed emotive che molto spesso vengono offuscate dai riflettori televisivi, e che invece rivelano una umanità profonda e tangibile, una umanità che risplende di tutte le sfaccettature di cui è composta e della quale  la televisione non è che diffusore, un faro che non si teme quando ciò che riflette è l’autenticità, seppure nelle proprie insicurezze e mille contraddizioni! Barbara De Santi, inoltre, ha fatto luce su un altro aspetto della televisione conferendole  un valore aggiunto  sfruttandola come momento di maturazione personale e crescita anche interiore, nella consapevolezza di trovarsi davanti un mezzo appunto da usare e non dal quale essere usati, perché come diceva il filosofo Kant “l’uomo è sempre fine e mai mezzo”. Grazie ancora Barbara con l’augurio che possa continuare il tuo cammino con la stessa veridicità e consapevolezza di oggi!