venerdì 11 maggio 2012

Per gli adulti di domani e per i bambini di ieri...





Adattato da "The king’s Business megazine", pubblicato dall’Istituto Biblico di Los Angeles.
Fonte testo: www.infanziaweb.it
Non viziarmi. So benissimo che non dovrei avere tutto quello che chiedo. Voglio solo metterti alla prova.
Non aver paura di essere severo con me. Lo preferisco. Questo mi permette di capire in che cosa sono valido.
Non usare la forza con me. Questo mi insegna che la potenza è tutto ciò che conta. Sarò più disponibile ad essere guidato.
Non essere incoerente. Questo mi sconcerta e mi costringe a fare ogni sforzo per farla franca tutte le volte che posso.
Non fare promesse; potresti non essere in grado di mantenerle. Questo farebbe diminuire la mia fiducia in te.
Non cedere alle mie provocazioni quando dico e faccio cose solo per imbarazzarti, perché cercherei allora di avere altre vittorie simili.
Non essere troppo turbato quando dico: "Ti odio". Non intendo dire questo, lo faccio perché tu sia triste per quello che mi hai fatto.
Non farmi sentire più piccolo di quanto non sia: rimedierei comportandomi da più grande di quanto non sia.
Non fare per me le cose che posso fare da solo. Questo mi fa sentire come un bambino e potrei continuare a tenerti al mio servizio.
Non fare che le mie "cattive abitudini" mi guadagnino molta parte della tua attenzione. Ciò mi incoraggia a continuare con esse.
Non correggermi davanti alla gente. Presterò molta più attenzione se parlerai tranquillamente con me a quattr’occhi.
Non cercare di discutere sul mio comportamento nella foga di un litigio. Ovviamente il mio udito non è molto buono in quel momento e la mia collaborazione è anche peggiore. È giusto comportarsi come si deve, ma bisogna parlarne con calma.
Non cercare di farmi prediche. Saresti sorpreso di vedere come so bene che cosa è giusto e che cosa è sbagliato.
Non farmi sentire che i miei errori sono colpe. Devo imparare a fare errori senza avere la sensazione di non essere onesto.
Non brontolare continuamente. Se lo fai dovrò difendermi facendo finta di essere sordo.
Non pretendere spiegazioni per il mio comportamento scorretto. Davvero non so perché l’ho fatto.
Non mettere troppo a dura prova la mia sincerità. Vengo facilmente intimorito, tanto da dire bugie.
Non dimenticare che mi piace molto fare esperimenti. Imparo da questi, per cui ti prego di sopportarli.
Non proteggermi dalle conseguenze. Ho bisogno di imparare dall’esperienza.
Non badare troppo alle mie piccole indisposizioni: potrei imparare a godere cattiva salute se questo mi attira la tua attenzione.
Non zittirmi quando faccio domande oneste. Se lo fai, scoprirai che smetto di chiedere e io cercherò le mie informazioni altrove.
Non rispondere alle domande "sciocche" o senza senso. Desidero solo tenerti occupato di me.
Non pensare assolutamente di apparire ridicolo se ti scusi con me. Una scusa reale mi fa sentire sorprendentemente affettuoso verso di te.
Non sostenere mai di essere perfetto o infallibile. Questo mi offre il pretesto per non seguirti.
Non preoccuparti per il tempo che passiamo insieme. È "come" lo passiamo, che conta.
Non permettere che i miei timori suscitino la mia ansia, perché allora diventerei più pauroso. Indicami il coraggio.
Non dimenticare che non posso crescere bene senza molta comprensione ed incoraggiamento, ma non ho bisogno di dirtelo, vero?
TRATTAMI ALLO STESSO MODO CON CUI TRATTI I TUOI AMICI: COSI' ANCH’IO SARO’ TUO AMICO.
RICORDATI IO IMPARO PIU’ DA UN ESEMPIO CHE DA UN RIMPROVERO.

giovedì 10 maggio 2012

Come i cani da slitta!



Come i cani da slitta
di MASSIMO GALLAZZI



Mi trascino come cani da slitta
stremati dopo un lungo percorso,
che si accucciano e aspettano
pur di non finire nel fosso.

Questo mare mosso,
la tempesta non ne vuole sapere
di cedere al mio volere,
e dunque non s'arresta,
ogni goccia di pioggia 
è la sua festa.
Ed io mi metto a nudo in piazza,
nulla ho da perdere,
neppure la dignità
che da tempo è perduta.

Mi bevo una spremuta
di psicofarmaci alla fragola,
al diavolo la regola,
mi drogo un po' 
sperando in una favola.
Non attendo nessuno,
perché alcun mi vede,
aspetto invano il risveglio,
perchè chiunque 
di me è forse meglio.

Poi d'un tratto un abbaglio..
scherzavo, mi sbaglio.
Pazienza. Ne ho tanta.
Pianto. A volontà.
Da vendere a qualcuno 
che comprende la mia umiltà.

Mi trascino,
sperando, un giorno, 
di uscir vincente,
da un passato bastardo, presente.
Stremato e forse umiliato,
ma orgoglioso come sempre
di essere nato.

Bellissima poesia scritta da un mio amico. Perchè spesso le emozioni e le sensazioni possono essere espresse  solo in versi, che accarezzano l'anima e che scuotono il cuore e la mente. Una poesia che mi ha davvero fatto venire i brividi che racchiude rabbia, dolore, rassegnazione ed al tempo spesso speranza e gratitudine per la vita, nonostante le difficoltà, nonostante lo smarrimento. Un grazie a Massimo per avermi dato la possibilità di condividere sul mio blog questa bellissima poesia!

martedì 8 maggio 2012

T.F.A. Tirocinio formativo attivo.


Studiare è un diritto. Almeno così dovrebbe essere. Oggi studiare è diventato un lusso. Un lusso per coloro che possono permettersi di spendere 2.500 euro e impiegare il loro tempo per studiare in un corso abilitante alla professione di insegnanti. Diventare insegnanti  attualmente non fa altro che rispecchiare la precarietà del mondo in cui viviamo.
In questi giorni sono usciti i bandi per i TFA, ossia i corsi indetti dal Ministero dell'Istruzione, della durata di un anno, da seguire presso le Università italiane, attraverso i quali è possibile conseguire la fantomatica abilitazione per poi lavorare (?) nel mondo della scuola. Ma tanti sono i dubbi in merito, sia sul sistema pensato che esclude ogni forma di concorso, sia sul reclutamento e sui requisiti da avere per l'accesso a questi corsi.
Quello che è davvero preoccupante è proprio il sottrarre alle persone la possibilità di sognare e progettare a lungo termine. Un tempo  non molto lontano i nostri genitori, ci raccontano, di aver fatto sacrifici per comprare una casa, per far studiare noi figli, per comprare il televisore, l'automobile, per avviare un'attività commerciale. Hanno fatto sacrifici e rinunce in vista dell'ottenimento di un bene materiale e di un benessere familiare. Oggi ci si chiede sacrifici e rinunce fini a se stesse. La precarietà dei posti di lavoro, la crisi economica e la mancanza di modelli politici solidi ha levato non solo "il pane dai denti" ma anche il pensiero in prospettiva...e così ci si trova adulti in un ruolo di "adolescenti imposti", in cui è tutto sempre in divenire, e tutto "dipende da..." e creare una famiglia con presupposti instabili è considerato quasi da incoscienti...aspettiamo sempre Godot...chissà se arriverà mai!

Un caffè con...la Dott.ssa Stefania Baronio ( parte III)



Continua il nostro martedì miagoloso dedicato ad un interessante articolo della Dott.ssa Stefania Baronio e la sua originale teoria che vede come protagonisti i nostri amici gatti...Buona lettura!




Il bambino e il gatto nella pet-therapy


di Stefania Baronio
Se si prende in considerazione tutto quanto detto in questo scritto possiamo con certezza ritenere che, chi ha incontrato il gatto ne rimane "segnato" in modo profondo: allora perché non utilizzare più frequentemente il gatto nelle relazioni di aiuto con i bambini?

Avere un gatto per amico, aiuta il bambino a esprimere l'immenso bisogno che ha di dare e ricevere amore; accudirlo permette di sviluppare un forte senso di responsabilità anche nel bambino di pochi anni.
Vivere con un cucciolo aiuta il bambino ad adattarsi a ritmi ed esigenze diverse dalle proprie. Ad esempio il bambino inizia a comprendere che esistono modi diversi per manifestare e ricevere affetto, come ascoltare le fusa del gatto o accarezzargli il pelo; il cucciolo, inoltre, consente al piccolo di affrontare in modo naturale i grandi temi della vita quali la nascita, l'accoppiamento, la sofferenza e la morte, spesso non affrontati dal mondo degli adulti.


Ci sono poi situazioni familiari, come la nascita di un fratellino, in cui il bambino prova un senso di esclusione: in questo caso potersi occupare di un gatto, aiuta il piccolo a superare la gelosia per il nuovo nato. Mentre è possibile affermare di “possedere” un cane, come abbiamo già sottolineato, con un gatto questa espressione è meno adatta: esso a volte può non gratificare il bambino, in quanto non soddisfa nell’immediato le sue richieste.
In genere, il bambino è attratto dal gatto dopo i due anni, quando ha acquisito una completa abilità motoria: il micio si muove molto velocemente e uno dei divertimenti del piccolo è seguirlo mentre rincorre una pallina o un altro oggetto; crescendo il bambino scopre altri giochi da fare con il suo cucciolo, per esempio possono giocare insieme a nascondino: il gatto è abilissimo a nascondersi e appena si accorge di essere visto, fugge in un altro rifugio….
Il rapporto tra bambino e animale spesso implica alcuni processi mentali inconsci che lo aiutano nel naturale processo di crescita psicologica.
Le specifiche “caratteristiche di personalità” del gatto, ci consentono di utilizzare questo felino in quei percorsi terapeutici che mirano ad ottenere un passaggio evolutivo più avanzato nel bambino, quello in cui inizia a separarsi dalla madre. Attraverso il gioco inconscio di proiezioni e identificazioni con il gatto, il bambino riuscirà a dominare più facilmente le situazioni emozionali più difficoltose. Il gatto diventa “oggetto transizionale” (Winnicott) importante nella crescita evolutiva, cioè quell’oggetto che permette il passaggio emotivo da simbiosi materna a relazioni esterne evolute. Un esempio di meccanismo difensivo attivato è l’identificazione, quando cioè vengono introiettati sentimenti e valori di un altro individuo imitandone il comportamento. Quindi il bambino, identificandosi parzialmente con il gatto, può riuscire ad esprimere alcuni sentimenti che altrimenti rimarrebbero inconsci: l’animale diventa “specchio” di parti del Sé del bambino il quale, aiutato a riconoscerle dal terapeuta può comprenderle e razionalizzarle.
Il gatto nella relazione privilegiata con il bambino può assumere altri importanti ruoli nello sviluppo psichico e sociale: ad esempio attraverso l'attività ludica il bambino scopre nuovi ruoli, domina le situazioni quotidiane, acquista una progressiva autonomia. Il gioco è quindi un momento chiave della relazione e costituisce un canale preferenziale nella comunicazione; come tale nasce spontaneo, naturale, senza imposizioni né regole predefinite. Inoltre il bambino può anche sviluppare un proprio autocontrollo, nel momento in cui, conoscendo l’animale, si sente padrone della situazione.
A questo punto, seguendo le osservazione di G. Ballerini, si possono riassumere i più importanti meccanismi di azioni terapeutiche, in gioco nella relazione bambino-gatto:

1. Meccanismo Affettivo-Emozionale : quanto maggiore è il legame emozionale, tanto più intensi sono i risultati benefici. E’ osservabile ad esempio, un notevole miglioramento in casi di pazienti alessitimici (l'incapacità di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni) e anedonici (totale perdita di interesse verso le interazioni sociali e le esperienze fisiche) quando entrano in contatto con il gatto.

2. Stimolazione Psicologica: coinvolge diversi settori della psiche umana, inducendo i soggetti ad uscire dal proprio disagio prendendosi cura dell’animale e successivamente ad interessarsi agli altri.

3. Meccanismo Ludico: il contatto con l’animale attiva il divertimento e non di rado il ridere e induce al movimento.

4. Meccanismo psicosomatico: Attraverso i citati meccanismi affettivi, emozionali, di stimolazione psicologica e ludici, frequentemente associati, la Pet Therapy svolge importanti attività di tipo psicosomatico.

5. Meccanismo comunicativo: la costruzione di un linguaggio comune, tappa fondamentale per lo sviluppo.


continua....

lunedì 7 maggio 2012

La "mamma-immagine"


E' da un pò di tempo a questa parte, e di preciso da quando circa due anni fa ho dato "la luce" al mio fagottino, che, immergendomi totalmente nella lettura di libri sulla "mammitudine", di blog, forum, siti appositi, incontrando mamme al parchetto, ai corsi di formazione pre-parto, a quelli post-partum, che mi si è piano piano delineata un'idea i cui contorni contengono quanto segue. Credo che ci sia un senso comune di definire le caratteristiche che ha e che dovrebbe avere una mamma...non parlo dei classici consigli da forum del tipo" non dimenticare la donna che è in te" oppure" dopo aver allattato, stirato, lavato e pulito la poppò del tuo cucciolo, cerca di renderti sexy per il tuo uomo, e se hai dimenticato la ceretta usa lo scotch!"...ecco, non parlo di queste classiche indicazioni da sos mamme-disperate, bensì di come si definiscono le stesse mamme, in prima persona. C'è un certo tipo di mamma che io definirei la mamma-immagine che non è certo quella che cerca consulenze via internet o che assilla le amiche con telefonate chilometriche mettendo al vaglio ogni mossa agita sul proprio figlioletto, bensì quella che sa, che sa tutto, che è la più brava...quella insomma, che è dall'altra parte, la parte luccicosa, fiabesca, a tratti fantascientifica dell'essere madre!
La mamma-immagine è quella che va a letto con la camicia e la vestaglia di seta, che ha sempre il capello fatto, che riesce a intrattenere relazioni sociali che vadano oltre i soliloqui davanti allo specchio in compagnie delle sue occhiaie, che parla al telefono mentre cucina e allatta, che ha le unghie sempre lunghe e con smalto all'ultimo grido, che conosce a memoria tutte le marche degli accessori per bimbi, che segue corsi di acquaticità con il proprio bambino che intanto nella cuffia ascolta la "Lesson number one" de :l'inglese per i bimbi delle mamme-immagine. Ce ne sono proprio tante. Poco importa poi se la mamma- immagine dedica poco tempo al suo cucciolo, tanto ci sono i nonni, poco importa se il bambino chiama la tata filippina "mamma", poco importa se il marito alla vestaglia di seta preferisce i calzettoni di gambe maschili mai depilate, poco importa se nella pentola sta cucinando 4 salti in padella e il completo griffato che indossa da cui esce la tetta magica è stato stirato dalla suocera...l'importante è mostrare l'immagine di una mamma perfetta perchè se per caso ti fermi crolla tutto il castello di carta costruito...perchè l'impegno di essere madre è sempre più gravoso che apparire madre, perchè sono anche convinta che essere mamme non è affatto una questione di istinto ma di forza di volontà e impegno costante, non è solo questione di pancia o pancione, ma di perenne distacco dalla superficie e totale abbandono del bisogno di un'immagine precostituita.

venerdì 4 maggio 2012

Truffe sul web...

Si sa, è tempo di crisi, e così da qualche tempo a questa parte ho cominciato a vendere oggetti, borse, cellulari, notebook, nei principali siti di annunci di compro-vendo online, quali ad esempio bakeca.it, annunci.net, kijji.it, subito.it ecc...ecc...Devo dire che per ciò che concerne la vendita di accessori quali borse, cinture ecc. mi sono sempre trovata benissimo...mentre frequentemente, al limite del ridicolo, per quanto concerne l'elettronica vengo spesso contattata da innumerevoli "stranieri"...
La truffa vera e propria presenta queste caratteristiche: arriva una mail da uno straniero, l'italiano infatti lascia molto a desiderare ed è evidente che il truffatore ha fatto copia e incolla dal traduttore di google. Mi chiede se posso spedire l'oggetto dall'altro capo del mondo...America, Africa...e di farlo immediatamente perchè è un regalo per la fidanzata/fratello/ parente che di lì a breve festeggia qualcosa. E' addirittura disponibile a pagarlo subito e ti chiede subito numero di IBAN o postapay...Ecco, poichè le mail arrivavano numerose mi sono insospettita e facendo una ricerca su internet ho scoperto che esistono vere e proprie truffe di questo genere. Non so come e non so perchè riescono a mandarti un documento che attesta l'avvenuto pagamento, poi passano i giorni e ti contattano dicendo che l'oggetto inviato non è arrivato e vogliono un rimborso in denaro...cose allucinanti!!! Ad ogni modo in questo compro-vendo online mi sono trovata molto bene utilizzando facebook. Infatti quando mi inviano la mail cerco l'indirizzo su facebook e vedo "in faccia" la persona che vuole vendere o comprare...è un sistema utile perchè di solito chi è rintracciabile via facebook non ha nulla da nascondere...e poi è sufficiente anche digitare l'indirizzo mail su google perchè se si tratta di un truffatore di certo qualcuno lo avrà malamente recensito in qualche forum di consumatori...Questo tipo di truffa viene anche definita  truffa alla nigeriana, considerato che molte volte vogliono farti spedire il pacco in Nigeria...Occhio allora agli imbroglioni che si nascondono in ogni dove!!!

martedì 1 maggio 2012

Il Gatto e la Pet-Therapy.



Continua il nostro appuntamento nella Rubrica "Un caffè con...."  gli esperti...oggi si ritorna a fare una bella "chiacchierata" con la Dott.ssa Stefania Baronio sulla pet-therapy con i gatti! Buona lettura!!!

Il Gatto E La Pet-Terapy 
Il gatto è utilizzato nelle terapie di aiuto con gli animali proprio per la sua indipendenza e facilità di accudimento; viene preferito per persone che vivono sole e che, a causa della patologia o dell'età (bambino e anziano) non sono agevolate negli spostamenti, ma sempre più spesso anche per soggetti con problemi relazionali.
Per la sua indipendenza, ma al tempo stesso per la sua interattività con il mondo esterno, tra il gatto e l'uomo si sono stabiliti legami forti, intensi e soprattutto duraturi, che non si cancellano facilmente: non appare dunque strano se ci sbilanciamo nel dire che il gatto è un animale straordinariamente "emozionale"
Il gatto si dimostra un potente induttore di emozioni, soprattutto quando guarda, fissa e con lo sguardo colloquia con l’uomo ( qui è importante la posizione anteriore degli occhi) . Ha spiccate caratteristiche fisiche quali le dimensioni, la flessibilità, ecc. che lo rendono particolarmente adatto ad essere tenuto vicino, in grembo o sulle ginocchia, e quindi coccolato; il tipo di mantello del gatto, con particolare riferimento al pelo, unito alla disponibilità dell’animale a lasciarsi accarezzare e al fatto che non sudi, è di particolare importanza per una relazione fisica stretta e quindi gradevole, emozionante e rassicurante. Il gatto manifesta inoltre una vasta gamma di caratteri comportamentali spontanei quali il gioco, l’induzione di riso, ecc. ed altri “straordinariamente” appresi  (ad esempio la mia gattina che al rientro dal lavoro mi accoglie sulla porta, costringendomi subito a prenderla  in braccio per scambiarci “effusioni”); anche il tipo di alimentazione del gatto è una efficace occasione ed un interessante veicolo di comunicazione con l'uomo. Con questo felino inoltre è possibile costruire un tipo di legame più evoluto, attraverso la costruzione di un linguaggio “comune” e di un tipo di comunicazione scelto da entrambi  i soggetti interagenti, uomo e gatto: ciò è possibile se l’essere umano, protagonista della relazione, riesce a riconoscere e  riprendere contatto con quella parte “animale” di sé che gli permette di attivare il proprio non verbale, imparando contemporaneamente a riconoscere e comprendere quello del gatto. Questo nuovo modo di comunicare, funzionale allo sviluppo della stessa relazione con il felino,  permette  all’uomo di apprendere una modalità relazionale equilibrata e matura, dalla quale si trae un beneficio generalizzato utile in qualunque tipo di relazione umana e non.
E’ però da sottolineare che, qualora si desideri intraprendere un percorso terapeutico con l’ausilio di un gatto, non bisogna dimenticare i limiti che esso implica: portare un gatto in un luogo ad esso sconosciuto potrebbe creare delle variazioni comportamentali, quindi è necessario che conosca prima il luogo; è necessario educare il paziente alla conoscenza del linguaggio non verbale del gatto, poco conosciuto dal pubblico, che invece è più abituato al cane; occorre anche educare il gatto ad entrare in contatto con soggetti sempre nuovi; è inoltre opportuno assicurarsi che non vi siano manifestazioni allergiche del paziente al pelo o al “graffio” del gatto (…il gatto potrebbe graffiare involontariamente durante il gioco…).

Al prossimo martedì sempre "miagoloso"!!!