martedì 28 giugno 2016

Occhi teneri, occhi dolci...

Occhi teneri, occhi dolci, occhi che non vedranno mai la luce
perché altri occhi non vogliono vedere come andrà a finire,
perché altri hanno voluto chiudere i propri occhi per non vederti…
ti hanno già tutti immaginato,
hanno immaginato la tua vita, 
hanno immaginato il tuo dolore, 
hanno immaginato la tua sofferenza,
tutti sanno di te,
pur non sapendo nemmeno loro chi sono e come andrà a finire la loro storia…
Tu che spaventi, 
che sei piccolo appena come un chicco di grano e che hai messo in subbuglio la loro vita,
tu che non avrai modo di dimostrare le tue debolezze, la tua forza, le tue gioie, i tuoi successi e i tuoi fallimenti,
come un faro accendi la luce sulle fragilità loro,
e il tuo potere è molto più forte del loro potere di metterti a tacere ora e sempre…
Tu che sei in quella piccola bolla d’acqua,
il ricordo di te non riuscirà a scivolare così in fretta,
il ricordo di te durerà più di te,che ora, loro dicono,
 non sei nulla,
 non pensi,
 non respiri, 
non hai nemmeno un cuore, 
eppure, li hai messi in fuga, 
eppure li spaventi così tanto che vogliono cancellare la tua immagine prima ancora che si definisca…
A te, piccolo essere indifeso, va stanotte il mio pensiero,
e la mia preghiera perché chi ha avuto il potere di farti sparire
abbia la stessa forza per sopportare la tua assenza…
E tu che leggi, non giudicarmi troppo dura con chi ha sigillato per sempre quegli occhietti, o fallo se solo sai dirmi,con matematica certezza, cosa accadrà domani,dopodomani, e dopodomani ancora…nella tua di vita fino alla fine dei tuoi giorni…

martedì 31 maggio 2016

Potolina, il gorilla ed il bambino.

Uno scricciolo di appena 4 anni cade nel recinto dei gorilla nello zoo di Cincinnati...Un gorilla mastodontico gli si avvicina, lo spupazza un pò a modo suo, facendolo andare con la testa sott'acqua, scoprendogli il sederino, trascinandolo da un posto all'altro alla velocità della luce...il piccolo riporta delle ferite a causa della caduta...viene tratto in salvo, il gorilla ucciso.
Ed ecco che scoppia la polemica nel web e sulla carta stampata...chi incomincia ad inneggiare ai diritti degli animali, chi maledice i genitori del piccolo caduto, chi parla, straparla ipotizzando l'Apocalisse alle porte, chi si commuove tirando a nero il proprio profilo in segno di lutto per l'animale morto...Tutti a fare filosofia spiccia...o pretestuosa ...Ecco cosa penso: penso che a tutti possano capitare degli incidenti e non tutti coloro che li subiscono sono dei lobotomizzati...se io vedessi mio figlio in mano ad un gorilla credo che dovrebbero sedare prima me per impedirmi di lanciarmi a riprendermelo ( salvo sempre che prima non mi sia venuto un infarto fulminante o nella migliore delle ipotesi un attacco isterico -ma a quel punto anche King Kong implorerebbe di farmi fuori all'istante, cosa che lo umanizzerebbe alquanto provando lo stesso istinto di mio marito quando è preda delle mie paturnie!) . Penso anche che ci siano decisioni che debbano essere prese tempestivamente infatti qui non si tratta di rispondere all'indovinello" Sei su di una mongolfiera, devi buttare giù il bambino o il gorilla" chi butti? Qui si tratta di tirare fuori un essere umano vivo e sano, che per la mole così piccola e fragile era in pericolo ed il gorilla poteva essere tenero e dolce e protettivo quanto vi pare ma un paio di volte la testa sott'acqua al bimbo ce l'ha messa e sarebbe bastata una amichevole pacca sulla spalla x spappolargli le costole( le mamme ansiose come me sanno ad esempio che se i propri bimbi si stanno strozzando, nella manovra di disostruzione, umanissima, si rischia di rompere loro le costole...non immagino il tocco lieve di un gorilla cosa possa fare!). Anche io detesto gli animali impiegati nel circo, detesto gli animali rinchiusi e utilizzati come strumento di attrazione, anche se sadicamente godo da morire allo sfriccicare di quegli aggeggetti con la luce blu quando una zanzara si avvicina e si vaporizza all'istante...! Ma detesto anche quelle persone che violentano psicologicamente gli animali dando loro il ciuccio, portandoli a spasso in passeggini, facendo bagnetti di lavanda di continuo o facendoli partecipare a gare di bellezza per giunta con mantelline fucsia fosforescenti che farebbero rabbrividire anche un camaleonte! Ad ogni modo sono felicissima che il bimbo sia vivo e invito i genitori che se davvero vogliono portare a vedere al bimbo qualcosa di scimmiesco e peloso basta che mi citofonino durante l'inverno...alle mie gambe in quel periodo mancano solo le liane ! :-P

lunedì 30 maggio 2016

I racconti di Potolina..."Il casàmetro"!

Dopo due anni di matrimonio mio marito comincia a conoscermi davvero bene! All'inizio sposati, quando mi vedeva affaccendata nelle pulizie domestiche mi chiedeva - Amore, chi viene a trovarci? - adesso la domanda è - Sei nervosa? -
Essì- c'è chi dà pugni e calci ai cuscini, chi fa yoga, chi respirazione zen, ying yung chiung e pung, io no...pulisco casa!!! Uh...e quanto la tiro a lucido, soprattutto poi quando immagino che la scopa sia un uncino appuntito da ficcare nella bocca di qualcuno!!! Chi mi vede da fuori, solite vicine impiccione, penseranno che sono una perfetta casalinga, piena di energia ed amore per la casa...solo noi tre sappiamo che sono una potenziale assassina alle prese con una sorta di casaterapia !!! Se poi comincio a pulire compulsivamente sul pulito mio marito scappa letteralmente di casa con il patatino perchè sa che una volta finita casa l"' oggetto delle prossime pulizie" sarà lui!!! Quando mi appresto a fare le faccende mi immagino come una sorta di Crudelia De Mon, scopettoni, aspirapolvere, secchi venite a meeeeee!!!! E non manca anche la risatina sadica!!! Sì lo so, sono ad un passo dalla follia, intanto però quando verranno a mettermi la camicia di forza troveranno la casa pulita!!

"Ho lasciato la Mamma mia - L'Avvocato" di Alberto Borgatta

"Non esiste separazione definitiva finchè esiste il ricordo"...così recita una massima di Isabelle Allende e così attraverso le parole dello scrittore Massimo Bisotti, la nonna di Alberto gli ricorda, sul finire della stesura del testo, che  "Il non avere qualcuno vicino non ti impedisce di averlo nel cuore".

Ed è proprio questa la sensazione che si ha non appena ci si approccia a questo libro, la presenza, la presenza dei ricordi attraverso i due racconti, l'uno dietro l'altro che hanno il medesimo protagonista; la presenza delle immagini della Grande Guerra, nei particolari nitidi di una quotidianità semplice tanto quanto dolorosa, angusta tanto quanto affascinante vista attraverso un obbiettivo fotografico; la presenza sempre viva dei compagni, di quelli che non ce l'hanno fatta, nel proprio cuore...

Leggere "Ho lasciato Mamma mia""L'Avvocato"( editore Sillabe di sale) , che di fatto è un copione di uno spettacolo teatrale, il cui protagonista è il reduce dal fronte, per poi passare a: L'Avvocato, racconto in equilibrio tra la fine della guerra e le tappe evolutive che porteranno alla soglia della seconda guerra mondiale, è come sedersi a tavolino con il protagonista, ascoltare i suoi racconti taglienti, emozionanti, crudi come crude sono le fotografie di atrocità che nella guerra viaggiano sotto la copertura della normalità, come immortalare un sergente che ha trovato il modo di rifornirsi di scarpe dai piedi di un  austriaco morto ammazzato, o menzionare nel fluire dei ricordi coloro che erano tornati a casa, ma solo fisicamente " come fossero spiriti, morti in combattimento, ma rimasti nel contempo tra noi".

Un libro intenso, appassionante, con un ritmo incalzante ed al tempo stesso contemplativo, arricchito da immagini toccanti ed evocative, alla fine del quale si ha l'impressione di avere avuto un incontro con una persona in carne ed ossa, con un cuore ancora palpitante che la Grande Guerra, nel suo vortice distruttivo, non ha avuto il potere di cancellare.

Alberto Borgatta ritratto dal fratello Luca.
L'autore, Alberto Borgatta nasce il 18 aprile 1990 a Torino e dall’età di due anni vive a Condove (TO), in Val di Susa. Nell’ottobre del 2013 fonda, insieme ai fratelli Luca e Beatrice, il Gruppo Musicale Teatrale B and B&B, del quale è cantante e chitarrista. È inoltre autore dei testi del primo album inedito della formazione, “Hellequin”, già prodotto con Sillabe di Sale Editore.
Sempre in collaborazione con la medesima casa editrice, ha già collaborato nella stesura dei testi del lavoro teatrale “Non si pagava il biglietto”, presentato in occasione del 70° anniversario della liberazione del campo di Auschwitz e che affronta la tematica dell’Olocausto. Appassionato e studioso di storia, è inoltre autore di un progetto di ricerca sull’antica chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli a Condove, in occasione del restauro della stessa durante il 2014. Il progetto è stato esposto in forma teatrale il 6 aprile dello stesso anno.
Lo spettacolo “Ho lasciato la Mamma mia”, frammenti e fotografie dalla Grande Guerra, dal quale è tratto questo libro, è stato presentato il 30 maggio 2015 in occasione del centenario dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale. È la prima avventura editoriale dell’autore.

giovedì 26 maggio 2016

I racconti di Potolina..."Cronaca di un travaglio delirante"

Quando mi si sono rotte le acque, una semplice zattera non sarebbe bastata a portare in salvo la dolce Rose di Titanic e Leonardo di Caprio avrebbe pensato di essere in un altro film, del tipo Apocalypse Now!!!
E pensare che appena il giorno prima avevo tartassato di telefonate un’ostetrica, fidanzata di un collega di mio marito, per cercare di valutare, il tutto al telefono, badate bene, se quella leggera perdita potesse essere la rottura delle acque; fatto sta che alla fine della telefonata una rottura stratosferica c’era stata, sentendo il tono pietoso misto scazzato dell’interlocutrice…e non erano di certo le mie acque!!!
Corriamo in ospedale, in auto perché al momento gondole non erano disponibili, e al Pronto Soccorso, ignari della mia pancia enorme, stavano per ricoverare mio marito, che grondava sudore da tutti i pori, bianco cadaverico, era pronta una flebo…non per me!
Quando capiscono che ero io che dovevo partorire, mi fanno accomodare sul lettino e mi dicono che sono dilatata già di 4 centimetri!!! Ottimo, penso, dilatata di 4 centimetri, nessun dolore, mio figlio già vuole tanto bene alla sua mamma…bè, erano solo le 4 e 30 del pomeriggio, avrei avuto ben 16 ore per cambiare nettamente idea!!!
Prendono i miei dati, nel frattempo cerco di rassicurare mio marito che aveva avvertito l’intera famiglia, suoceri, nonni, cugini di primo e secondo grado, cane, gatto e pesci e mi avvio nella camera dove c’è una mia “collega” che aveva appena partorito….mi racconta che stava facendo il bimbo in macchina, che il tutto è durato poco e che non era stato così terribile!!!
Bene, mi dico, sono fiduciosa, nonostante i 36 gradi all’ombra di quel caldissimo 17 luglio!…Cominciano a fare i tracciati, i cui bip ricorrono ancora nei miei sogni più tormentati, e tutto procede….tra un tracciato e l’altro faccio public relation con i parenti di mio marito, ci mancavano solo i cappellini a cono di carta in testa e i fischietti …sembrava un party e non un parto!!!
Mi fanno accomodare prima in sala travaglino, poi quando cominciano le mie urla mi dicono di spostarmi, e subito ho pensato che mi avrebbero portato nella cappella dell’ospedale per un esorcismo: esci da quel corpo, abbandona quel corpo!!! Ma invece mi portano in sala travaglio, cominciano a farmi flebo, tracciati, mio marito è al capezzale, io cerco di consolarlo dicendogli “Va tutto bene”…ma dal suo viso ormai marmoreo non devo essere stata troppo convincente!!!
Ogni tanto di addormenta, poverino, e quando si sveglia mi dice quasi automaticamente:”Amore, sei bravissima”….penso che l’ho invitato più volte a infilarsi quella frase laddove io oramai ero completamente lacerata!!!Addirittura dopo la prima epidurale mi dice:” perché non provi a dormire un po’?’”…in quel momento già avevo in mente il numero dell’avvocato per il divorzio…ed è stata una delle ipotesi migliori, l’altra era vedere nascere il mio bambino senza padre!!!
Le ostetriche che si sono intervallate, tutte carinissime, infatti mi sono più volte chiesta come mai hanno scelto di fare le ostetriche e non i macellai, mi dicono”Signora, quando esce il bimbo, non si spaventi, perché presenta un tumore da parto sulla testolina”…ma il tumore da parto te lo faccio venire io, pensai tra me e me abbozzando una smorfia anomala mi uscì solo un semplice:”Cosa!?!?!?!”…alla fine non è nulla di che, semplicemente un gonfiore dovuto alla posizione, ma la loro delicatezza è paragonabile a quella di un elefante, tanto che se mi rimanevano un minimo di forze, a quel punto anche quelle andarono a farsi benedire!!!

Dopo tremila posizioni che potrei riscrivere il libro del Kamasutra ex novo, urla, due epidurali, e 16 ore, finalmente decidono per il taglio cesareo!!! Tutto è bene quel che...finisce.Punto.
Alle 8 e 52 del 18 luglio nasce così il mio dolce Patatino ed ora ostento il taglio di 20 centimetri come un trofeo: è il sorriso sulla pancia che mi ha lasciato il mio piccolo Cuoricino….
E’ proprio vero quando dicono che tutto il dolore provato durante il parto poi si dimentica quando stringi tra le braccia il tuo fagottino e sei pronta a rifare il tutto 100 volte…bè forse 100 proprio no, ma un altro paio di volte sì!!!
Potolina

mercoledì 25 maggio 2016

C'era una volta...Il mondo di Potolina...Part 1

C'era una volta, in un tempo non troppo lontano, una mamma blogger, una di quelle che spiattellava su internet tutto quello che le capitava, dalle avventure più audaci, del tipo come togliere una cacca di piccione dai capelli appena lavati e colata proprio quell'attimo prima in cui era in procinto di affrontare un colloquio di lavoro, alle avventure con il suo patatino, rigurgiti impiastricciati sulla pelle simulando creme bio, incontri al parchetto di mamme extra terrestri e figli fenomenali ecc..ecc..Finchè un bel giorno Potolina fu sgamata nella vita reale e la sua vita virtuale dette fastidio a qualcuno per cui Potolina decise a malincuore di abbandonare il web...ma le sue disavventure non la abbandonarono di certo. L'altra sera, accidentalmente, l'ho incontrata e le ho proposto di prestarmi qualche suo racconto per ridere, sorridere ed emozionarci ancora un pò insieme...lei ha accettato...adesso ha due bimbi...ai posteri l'ardua sentenza....

Potolina mi ha concesso di scrivere una sua piccola presentazione e pubblico un suo post che fa capire un pò che tipo è la nostra Potolina....

Se Bridget Jones fosse mamma avrebbe le sembianze di Potolina... ebbene sì, alle sogli-ol-e dei 40 anni, moglie, mamma a tempo indeterminato e casalinga "precaria" (o almeno si spera), vagabonda del web e pasticciona cronica. Sono proprio io. E poiché la mia vita, da quando il Patatino e poi tre anni dopo il Polpettino hanno annunciato il loro arrivo, è cambiata totalmente, ho voluto imprimere su un blog le avventure di una mamma alle prime armi ( o sotto le armi?), che si è trovata a casa dopo anni di lavoro stile "Grande Fratello", ossia ventiquattr'ore su ventiquattro, alle prese con pannolini, pappe, biberon, cacche (si può dire!?!?!) e tutto ciò che riguarda i neonati e non solo...Qualche ottimista mi ha chiesto se uso questo blog come psicoterapia...scoprirete che per me manco le camicie di forza potrebbero rimediare ai miei viaggi mentali e che non è necessario chiamarsi Samantha Cristoforetti per un tuffo nella più romanzata fantascienza con un piede sulla luna e i pensieri tra le stelle...!

                                                      IN GINOCCHIO DA TE...O SUPPERGIU'


Luglio 2010, nono mese di gravidanza, agli sgoccioli praticamente, caldo afoso, voglia di quattro salti….in padella ( gli unici salti non mortali che potevo permettermi, considerati i 75 chili di ciccia + patatino nel pancione!).
Vado al mio super mercatino preferito e non prendo nemmeno il cestello, visto che devo prendere “solo” una busta surgelata…vago nel supermercato, come al mio solito, come in un museo, comincio a contemplare tutti i tipi di prodotto innescando una voglia matta di tutto, e così, due braccia diventano davvero poche per le cose che prendo…ma intelligentemente, e sottolineo intelligentemente, non torno indietro a prendere il carrello, (e no, qui abbiamo wonder woman, non dimentichiamocelo!) ma continuo a caricarmi di roba, persino in bocca…cioè, buste pinzate tra i denti…ad un certo punto
la tragedia: l’inevitabile stava per succedere.
Mi cade l’ovetto kinder a terra…quella fotocopia in miniatura del mio pancione mi gioca uno scherzetto non da poco…ed io, intelligentemente, e sottolineo: intelligentemente, non lo lascio a terra, considerato il mio panzone, ma cerco di raccoglierlo piegandomi lievemente sulle ginocchia quando….patapumfete, rimango a terra in ginocchio provocando un tonfo micidiale, mi cadono tutte le bustine, pacchetti e pacchettini per terra, braccia penzolanti, sguardo rivolto verso il frigo in cerca di un appiglio cui potermi sorreggermi per potermi rialzare, sudore grondante, nonostante l’aria condizionatissima ma…il colmo è quando vedo la faccia del commesso che si accorge di me ( chissà perché, ancora mi chiedo come mai!) che sembra aver visto una mistica folgorata nel bel mezzo del supermercato in estasi ( e in questo caso estasi non mistica, considerato il mio sguardo di certo allucinato!!!) in preda ad un’apparizione, che se solo avesse seguito i miei occhi avrebbe visto che erano direzionati verso i sofficini findus, che, in certi casi, hanno più potere di una entità soprannaturale…
Dopo aver realizzato che ero semplicemente una mucca rimasta bloccata a terra, mi chiede gentilmente -Signora, la aiuto a rialzarsi!?!?!?- Ed io orgogliosa come non mai: “Non si preoccupi…la ringrazio”…dopo mezz’ora e dopo che i clienti del supermercato mi passavano accanto lanciando monetine a terra e bestemmiando contro gli accattoni –non bastavano per strada, adesso pure nei supermercati- mi alzo e scattante, yeah yeah, mimando una disinvoltura che somigliava più ad un rap da folle che ad una semplice camminata verso la cassa…pago e scappo letteralmente via, percorrendo i metri che mi separano da casa letteralmente volando…salvo poi restare sul divano immobile per tutto il resto della giornata con il mio patatino che scalciava nella pancia a ritmo di “In ginocchio da te”…aveva già capito tutto della sua mamma!!!
Potolina

martedì 24 maggio 2016

"Impenetrabili penombre" di Matteo Bottone

“Solamente guardando, le cose del mondo ci sfuggono, mentre fermandole, attraverso un disegno, si impara a vederle, ad osservarle”.
Ed è proprio così che l’autore del libro “Impenetrabili penombre”( Edizioni Leucotea), Matteo Bottone, utilizza le parole come si utilizza la matita per disegnare i contorni di quello che sarà un quadro. Dapprima delineando il disegno in un bozzetto generale, intravedendo lievi sfumature, per poi accompagnare il lettore in una profondità di emozioni chiare, nitide, a volte contrastanti, ma ricche di quella carica capace di far vibrare le corde dell’anima.

Corrado Fiorleonetti, pittore pugliese nato alla fine del Seicento, oramai giunto al tramonto della sua esistenza, si sofferma, nella cornice di una grande masseria, la stessa dove è nato, a osservare la propria vita immortalandola nei ricordi, con lo sguardo di chi è sempre alla ricerca ed è in attesa di svelare il filo conduttore delle tappe di quel viaggio incredibile che è la vita in cui “il bianco è la luce, la somma di colori.”
TORINO SALONE DEL LIBRO 2016

L'autore.

Matteo Bottone nato a Torino il 25 agosto 1957.
TORINO SALONE DEL LIBRO 2016
Laureato in Filologia moderna con specializzazione in Storia e Critica del Cinema all’Università degli Studi di Torino con una tesi sull’opera di Vittorio De Seta. Dal 1984 è docente di Materie letterarie, Storia e Comunicazione visiva. Ama l’arte in tutte le sue espressioni, in particolare pittura, cinematografia e fotografia. Lettore onnivoro. Fotografa e dipinge “paesaggi dell’anima”. E’ attratto e affascinato dagli artisti capaci di indagare tutto quello che si nasconde nell’animo umano. Scrive “perché vivere non basta”.